Tutti noi ci avvaliamo della comunicazione verbale, paraverbale e non verbale per comunicare agli altri i nostri pensieri. Ma che cosa sono i nostri pensieri?
Possiamo definire il pensiero come una rielaborazione sensoriale di quello che abbiamo percepito.
Quando pensiamo riguardo a ciò che vediamo, ascoltiamo e proviamo, riproduciamo internamente del sensazioni provate, i suoni e le figure in questione.
Quindi una delle espressioni del pensiero consiste nel ricordare consciamente o inconsciamente le immagini, i suoni, le sensazioni, che possono essere anche olfattive e gustative, che ci può essere capitato di provare in esperienze passate.
Attraverso la mediazione del linguaggio possiamo inoltre generare sensazioni come quelle descritte, in assenza di reali stimoli esterni. Anche in questo caso, per ricreare sensorialmente quelle che potremmo denominare ricostruzioni interne virtuali di suoni, immagini e sensazioni, utilizziamo gli stessi sentieri neurologici di cui ci avvaliamo in occasione di sollecitazioni esterne dirette.
I pensieri influiscono direttamente anche sul fisico, dato che mente e corpo sono un tutt'uno armonico. Se infatti proviamo ad immaginare di mangiare il nostro cibo preferito, esso rimane solo frutto della nostra immaginazione, ma la salivazione sarà reale.
Vedi Sistemi rappresentazionali, L.E.M., Strategia
I nostri sensi rappresentano quelle che Huxley ha chiamato le PORTE DELLA PERCEZIONE e costituiscono il nostro punto di contatto con il mondo esterno.
Il mondo che ci rappresentiamo attraverso i nostri sensi non è il territorio, non è il mondo reale, ma una decodificazione di esso. E' una mappa edificata dal nostro apparato neurologico.
La capacità di sviluppare una maggiore sensibilità e un uso più sottile dei nostri organi di senso è definita ACUITA' SENSORIALE (vedi Acuità sensoriale) o "sensory acuity".
Quello che conta non è l'evento ma la percezione dell'evento.
Vedi La mappa non è il territorio, Sistemi rappresentazionali